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Volkswagen in Tanzania: oltre 100 denunce da parte delle comunità locali contro un progetto sul carbonio

Bolzano, Köln, Göttingen, 26 maggio 2026

Gruppo di Masai. Foto: Nezumi - CC BY-SA 3.0

Le organizzazioni per i diritti umani FIAN (FoodFirst Information and Action Network) e Associazione per i popoli minacciati (Gesellschaft für bedrohte Völker APM/GfbV) chiedono che non venga certificato un progetto climatico di Volkswagen in Tanzania. Alla base di questa richiesta vi sono oltre 100 denunce, provenienti prevalentemente dalle comunità Masai. Secondo le organizzazioni, un’analisi dei reclami mostra che la popolazione locale non è stata sufficientemente informata sul progetto e che vi è una forte opposizione.

Volkswagen finanzia in Tanzania un cosiddetto progetto sul carbonio (progetti di compensazione tramite crediti). Attraverso una trasformazione radicale della tradizionale pastorizia dei Masai, si intende ottenere un maggiore stoccaggio di CO2 nelle radici delle erbe della steppa e nel suolo. I certificati che ne derivano dovrebbero migliorare il bilancio climatico di Volkswagen. Uno studio della Maasai International Solidarity Alliance (MISA) <https://afsafrica.org/wp-content/uploads/2025/03/misa-carbon-report-full-eng.pdf>, di cui fanno parte anche FIAN e GfbV, documenta i pericoli del progetto per i Masai.

Il progetto dovrebbe coprire una superficie di un milione di ettari di pascoli. Le strutture tradizionali di gestione dei pascoli, adattate alle condizioni locali, dovrebbero essere sostituite da norme rigide e lontane dalla realtà. Il fatto che Volkswagen voglia decidere le modalità di gestione dei pascoli dei Masai è assurdo e viola i diritti umani fondamentali delle comunità interessate, criticano le organizzazioni.

Attualmente il progetto è in fase di verifica da parte di VERRA, il più grande ente di certificazione privato al mondo per questo tipo di iniziative di protezione del clima. All’avvio del processo di certificazione è stata prevista una fase di circa un mese per la presentazione dei reclami. Tuttavia, le persone interessate ne sono venute a conoscenza solo per caso. Il fatto che le persone interessate non siano state attivamente informate della possibilità di presentare reclami online dimostra quanto sia problematica l’impostazione dell’intero progetto. Il fatto che, nonostante ciò, in pochi giorni siano pervenuti oltre 100 reclami – soprattutto da comunità Masai – è un chiaro segnale di critica, sottolineano FIAN e GfbV. Il 13 maggio 2026 VERRA ha pubblicato i punti critici sollevati.

Come parte della rete di solidarietà Masai MISA, anche FIAN e GfbV, insieme a Survival International e Misereor, hanno presentato un ampio ricorso <https://assets.zyrosite.com/YrDWbZbewLfG5Dor/260404-public-comment-by-survival-misa-on-project-4924—vcs-and-ccb-0HixvADPDFTKPhUT.pdf>. In esso si chiede a VERRA di non certificare il progetto.

Già nel 2025 i Masai, nell’ambito della rete MISA, avevano chiesto di sospendere il progetto per consentire un’adeguata discussione sugli effetti di un’iniziativa che incide così profondamente sullo stile di vita della loro comunità. Finora Volkswagen ha ignorato questa richiesta.

Link:

Reclamo presentato da MISA a VERRA (4 aprile 2026): https://assets.zyrosite.com/YrDWbZbewLfG5Dor/260404-public-comment-by-survival-misa-on-project-4924—vcs-and-ccb-0HixvADPDFTKPhUT.pdf

Ricerca sul carbonio di MISA “Soil Carbon Credits. Another Wave of Land Alienation in Northern Tanzania?” (marzo 2025): https://afsafrica.org/wp-content/uploads/2025/03/misa-carbon-report-full-eng.pdf

Newsletter MISA (Trimestrale) https://www.misasolidarity.org/newsletter