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L’eliminazione dei media indipendenti mette a rischio la libertà di scelta elettorale

Elezioni libere in Serbia?

Bolzano, Göttingen, Sarajevo, 23 ottobre 2026

Manifestazioni a Belgrado contro il governo, gennaio 2025. Foto: free da https://protesti.pics/studenti

In vista delle elezioni parlamentari in Serbia di domenica 25 ottobre, l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) chiede un cambiamento di rotta nella politica europea nei confronti della Serbia. L’organizzazione per i diritti umani avverte che l’eliminazione sistematica dei media indipendenti sotto il governo di Aleksandar Vučić e del suo Partito Progressista Serbo (SNS) mette a rischio la libertà delle elezioni. Gli osservatori elettorali e i critici del governo mettono inoltre in guardia da una manipolazione elettorale mirata.

“Un’elezione non è libera solo perché sulla scheda elettorale figurano più partiti. Le elezioni libere hanno bisogno di media indipendenti. Se le redazioni critiche vengono messe in ginocchio economicamente e i giornalisti vengono intimiditi, le persone non possono più informarsi in modo indipendente né prendere una decisione elettorale consapevole. L’UE non deve più tollerare questa situazione”, spiega Belma Zulčić, direttrice della GfbV in Bosnia-Erzegovina. I progressi nel processo di adesione all’UE non dovrebbero essere slegati dagli standard democratici.

Con la sua lista elettorale, il movimento studentesco rappresenta una seria concorrenza per Vučić e l’SNS. Il governo serbo reagisce con intimidazioni e repressione; le forze di sicurezza sono intervenute ripetutamente in modo brutale contro manifestanti per lo più pacifici. Amnesty International e Civil Rights Defenders hanno denunciato maltrattamenti e arresti arbitrari. Gran parte dei media un tempo indipendenti è ormai sotto l’influenza filo-governativa e funge da portavoce del governo. La progressiva omologazione dei media consolida il potere di Vučić e sostiene un culto della personalità che ricorda sempre più la Russia di Putin.

La GfbV esorta l’Unione Europea a impegnarsi per una verifica indipendente delle condizioni elettorali in Serbia e per fare luce sulle irregolarità documentate. L’organizzazione serba indipendente per l’osservazione della democrazia e delle elezioni CRTA documenta casi di intimidazione e abuso delle risorse statali. È necessario un controllo anche sulla mobilitazione degli aventi diritto al voto nella Republika Srpska, dove Milorad Dodik fa apertamente campagna a favore di Vučić. La CRTA ha segnalato in quella zona azioni organizzate per la scansione dei documenti d’identità serbi ai fini della registrazione degli elettori e ha espresso dubbi sulla regolarità di tali operazioni.

Secondo la valutazione della GfbV, la soppressione dell’informazione indipendente rende inoltre più difficile rendere pubblica la discriminazione delle minoranze in Serbia e smascherare le disparità politiche. Allo stesso tempo, l’esaltazione di criminali di guerra condannati e il sostegno alla politica secessionista di Milorad Dodik in Bosnia-Erzegovina minano la pace nella regione. Secondo la GfbV, la tutela dei diritti dei rom, dei bosniaci, dei membri della comunità albanese e di altre minoranze deve costituire un criterio fondamentale per lo sviluppo democratico della Serbia e il suo avvicinamento all’UE.

Finché i media indipendenti vengono sistematicamente indeboliti, non devono esserci ulteriori progressi nel processo di adesione all’UE. I finanziamenti statali devono essere sospesi in caso di violazioni comprovate degli standard democratici e dello Stato di diritto. Allo stesso tempo, l’UE deve esigere la fine del sostegno alla linea antistatale di Milorad Dodik nella Republika Srpska e sostenere direttamente le redazioni indipendenti e le organizzazioni per i diritti umani.