Welcome at the website of Associazione per i popoli minacciati. Your currently used browser is outdated, probably insecure, and may cause display errors on this website. Here you can download the most recent browsers: browsehappy.com

Le organizzazioni per i diritti umani chiedono un’indagine indipendente

Conflitto sui leoni morti nel territorio dei Masai in Tanzania

Bolzano, Göttingen, 22 settembre 2026

Gruppo di Masai. Foto: Nezumi - CC BY-SA 3.0

Le organizzazioni per i diritti umani Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) e FIAN Germania sostengono la richiesta della Maasai International Solidarity Alliance (MISA) di un’indagine indipendente sulla morte di dieci leoni nella zona di Ndutu, all’interno della Ngorongoro Conservation Area (NCA) in Tanzania. Il 18 settembre 2026 gli animali morti sono stati rinvenuti nell’area in cui vivono principalmente gli indigeni Maasai. Le organizzazioni esprimono preoccupazione per l’accaduto e criticano al contempo la copertura mediatica della vicenda.

Il 19 settembre la NCAA ha pubblicato un comunicato secondo cui i leoni potrebbero aver ingerito del veleno. La copertura mediatica internazionale dell’accaduto suggerisce che siano stati gli abitanti del luogo ad avvelenare i leoni. “Finora non ci sono prove concrete che gli animali siano stati effettivamente avvelenati dagli allevatori locali. Queste accuse devono prima essere oggetto di un’indagine indipendente. Ciononostante, i media internazionali hanno collegato l’incidente agli abitanti del luogo”, sottolineano la GfbV e la FIAN. Inoltre, la NCAA non sarebbe un’autorità indipendente, ma corresponsabile dell’espulsione dei Masai dai loro territori.

Le organizzazioni invitano i media a spiegare, nei loro servizi, il contesto della situazione sul posto e a non presentarla in modo unilaterale. L’incidente è avvenuto in un contesto già molto teso: la NCAA sta attualmente limitando l’accesso delle comunità Masai locali all’area di Oldupai/Ndutu, che nell’attuale stagione secca rappresenta un importante pascolo. È indispensabile per la sopravvivenza dei Masai e, allo stesso tempo, è sottoposta a una notevole pressione dovuta allo sviluppo turistico. MISA teme che la morte dei leoni possa essere strumentalizzata per giustificare ulteriori restrizioni e trasferimenti dei Masai nella regione.

“Per il turismo legato ai safari e alla caccia, sempre più aree nel nord della Tanzania vengono convertite in riserve naturali. Da decenni questo sviluppo viene utilizzato in modo mirato per allontanare i Masai dai loro territori ancestrali. Si sostiene ripetutamente che la presenza dei Masai abbia effetti negativi. Eppure essi vivono da secoli in armonia con la natura e la fauna selvatica e proteggono l’ecosistema locale”, spiegano FIAN e GfbV. Inoltre, il quadro viene volutamente distorto: il turismo di massa rappresenta un impatto molto maggiore sulla natura rispetto alla popolazione locale.

“Chiediamo un’indagine immediata, trasparente, indipendente e partecipativa sulla morte dei dieci leoni. L’indagine dovrebbe esaminare e accertare in modo obiettivo tutte le possibili cause di morte e non deve lasciarsi guidare da preconcetti o accuse nei confronti delle comunità locali”, dichiara MISA in una dichiarazione <www.gfbv.de/wp-content/uploads/2026/09/ misa-statement-on-the-killing-of-lions-and-oldupai-grazing-ban-21-sept-26.pdf>. È inoltre di fondamentale importanza che le comunità che vivono nella zona siano attivamente coinvolte nel processo. Le conoscenze ecologiche tradizionali dei Masai e la loro pluriennale esperienza nella convivenza con la fauna selvatica potrebbero fornire preziose informazioni sul comportamento degli animali, sui cambiamenti ambientali e sulle possibili cause di morte – contribuendo al contempo alla credibilità, all’imparzialità e alla legittimità dell’indagine.

La GfbV e la FIAN sostengono l’appello rivolto alla NCAA, alle autorità governative competenti e alle parti interessate attive nel settore della conservazione della natura e del turismo, affinché
– si astengano da qualsiasi restrizione che limiti l’accesso dei Masai ai loro pascoli;
– si astengano da qualsiasi atto di violenza o vessazione nei confronti delle comunità pastorali.