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Terremoto in Colombia – Impatto sulle comunità indigene ancora imprevedibile

Bolzano, Göttingen, 11 agosto 2026

L'area montagnosa di San José del Palmar nel dipartimento del Chocó. Foto: Julian Calle, wikiloc.es

L’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) invita a non dimenticare le comunità indigene nella valutazione delle conseguenze del terremoto in Colombia. Secondo l’organizzazione per i diritti umani, l’impatto sulle comunità indigene non è ancora prevedibile. Il terremoto del 10 agosto ha avuto epicentro nel comune di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, un’area in cui vivono numerose comunità indigene.

Il fatto che ci siano poche notizie sulla situazione nel dipartimento del Chocó non significa che lì non ci siano danni. Solo dieci delle 35 comunità indigene della regione di Bojayá, nel dipartimento del Chocó, sono riuscite a fornire informazioni sulla loro situazione 24 ore dopo il devastante terremoto. Le notizie che ci giungono da loro sono preoccupanti. Si segnalano morti, feriti e danni ingenti alle abitazioni e alle infrastrutture.

A El Cairo, un comune al confine con San José del Palmar, secondo quanto riferito dagli attori locali, oltre l’80 per cento delle abitazioni è stato danneggiato in tutto o in parte; i tetti sono crollati e sono state segnalate anche vittime. A San José del Palmar, invece, i collegamenti diretti sono stati interrotti. Le frane bloccano l’unica strada di accesso e, a seguito di un’interruzione di corrente, la connessione a Internet è disponibile solo in modo limitato. Allo stesso tempo, secondo quanto riferisce l’organizzazione per i diritti umani, vengono segnalati ingenti danni alle abitazioni e alle scuole.

Quando le strade sono bloccate o manca la corrente e quindi le comunicazioni si interrompono, intere comunità possono scomparire dal bilancio dei danni. Per questo motivo le autorità devono recarsi in modo mirato nei territori indigeni colpiti, rilevare i danni insieme alle autorità tradizionali e portare gli aiuti necessari direttamente nelle comunità. La popolazione del dipartimento del Chocó soffre già di carenze infrastrutturali, povertà e violenza armata. Alle comunità indigene viene ripetutamente impedito con la forza di lasciare liberamente i propri territori o di spostarsi al loro interno. Il terremoto colpisce quindi una regione le cui infrastrutture e i servizi pubblici erano già insufficienti prima della catastrofe.

Le autorità devono censire i danni nelle aree indigene
L’APM/GfbV esorta le autorità colombiane a censire sistematicamente i danni nei territori indigeni, coinvolgendo i cabildos, la struttura di governo delle comunità indigene. Non si dovrebbero contare solo i morti e gli edifici distrutti nelle città, ma anche la mancanza di alloggi, le interruzioni delle vie di comunicazione e di approvvigionamento, nonché l’accesso all’acqua potabile, al cibo e alle cure mediche nelle comunità rurali e indigene.

La questione fondamentale non deve limitarsi a quanti sono i morti e a quanto ammontano i danni materiali. Dobbiamo sapere quali comunità sono isolate, chi non ha più un posto sicuro dove dormire e dove le persone non riescono a ricevere né assistenza medica né generi alimentari. Se intere comunità non compaiono affatto nel bilancio dei danni, c’è il rischio che anche gli aiuti di emergenza non arrivino a loro.