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Assemblea generale di Glencore plc. (28 maggio)

Glencore sotto accusa: violazioni dei diritti umani in una miniera di carbone colombiana

Bolzano, Göttingen, 27. maggio 2026

Manifestazione del 1 maggio 2015 a Bogotá, Colombia. Foto: Dario Ghilarducci.

In occasione dell’assemblea generale del gruppo Glencore, che opera nel settore dell’estrazione, produzione e commercializzazione di materie prime, che si terrà il 28 maggio 2026, l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) critica il gruppo per la sua responsabilità nelle violazioni dei diritti umani e nel degrado ambientale in Colombia. Nonostante le accuse internazionali, Glencore continua l’estrazione di carbone nella miniera di Cerrejón. La miniera di Cerrejón a La Guajira è una delle più grandi miniere di carbone a cielo aperto del mondo ed è interamente di proprietà di Glencore. La miniera è da anni oggetto di critiche. Le comunità indigene Wayúu segnalano fonti d’acqua inquinate, polvere di carbone tossica nelle loro case, problemi di salute e una crescente pressione sui loro territori.

A La Guajira, Glencore sta distruggendo i mezzi di sussistenza delle persone che vivono lì, incassando così profitti milionari. I costi sociali ed ecologici dell’estrazione del carbone ricadono esclusivamente sulla popolazione locale. Le persone nelle zone di estrazione sono strutturalmente svantaggiate e hanno una rappresentanza politica poco efficace. Persino le sentenze dei tribunali a loro favore semplicemente non vengono applicate. Glencore sfrutta questa situazione e il proprio potere di mercato per uno sfruttamento spietato.

Nonostante i dati di consumo e produzione in Europa siano costantemente in diminuzione, ancora nel 2025 i paesi dell’UE hanno continuato a importare notevoli quantità di carbone dalla Colombia. Per quanto riguarda la Germania, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, solo nel primo trimestre del 2025 sono state importate circa 569.000 tonnellate di carbone colombiano. Una parte significativa proviene dalla miniera di Cerrejón di proprietà della Glencore.

L’APM/GfbV critica la persistente dipendenza dell’UE dalle importazioni di carbone da zone di estrazione teatro di conflitti. L’importazione di carbone dalla Colombia sostiene un modello di business che espelle le comunità indigene, privandole dei mezzi di sussistenza e distruggendo gli ecosistemi. Finché l’Europa importerà questo carbone, i governi saranno corresponsabili.

In Europa tutti parlano di di trasformazione sostenibile, ma allo stesso tempo si mantengono catene di approvvigionamento che esternalizzano la distruzione dell’ambiente e le violazioni dei diritti umani. Una transizione energetica equa non inizia in Europa, ma con i diritti fondiari, il risarcimento e una reale partecipazione delle comunità indigene nelle zone di estrazione delle materie prime.