Bolzano, Göttingen, 30 luglio 2026
A due anni dallo scambio di prigionieri tra i paesi occidentali, la Russia e la Bielorussia, avvenuto il 1. agosto 2024, in cui sono stati rilasciati 16 prigionieri politici, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM/GfbV) chiede un maggiore impegno a favore dei prigionieri politici in Russia. Le difensore dei diritti umani indigene Daria Egereva e Natalia Leongardt sono detenute in Russia dal 17 dicembre 2025 e sono accusate di presunto terrorismo. Le due attiviste sono innocenti, il processo è motivato politicamente, le pene detentive che rischiano di subire sono draconiane. I governi europei devono impegnarsi con determinazione per il loro rilascio. Lo scambio di prigionieri avvenuto due anni fa ha dimostrato che negoziati tenaci possono portare al successo. Per questo sono necessarie pressione pubblica e volontà politica. Il 5 agosto è fissata la prossima udienza a Mosca, in cui si discuterà della proroga della custodia cautelare. I giorni precedenti dovrebbero essere sfruttati per intensificare le iniziative diplomatiche.
Egereva è copresidente del Forum internazionale delle popolazioni indigene sul cambiamento climatico (IIPFCC). Leongardt si impegna da oltre 20 anni a favore dei diritti delle popolazioni indigene in Russia. Entrambe hanno contribuito in modo determinante a rafforzare il dialogo delle comunità indigene con le piattaforme internazionali, ad esempio a livello delle Nazioni Unite. A quanto pare, le due donne stanno per essere punite proprio per questo impegno. Rischiano fino a 20 anni di reclusione in condizioni terribili.
Secondo i dati dell’organizzazione per i diritti umani OWD-Info, attualmente in Russia sono detenute per motivi politici più di 2.100 persone. Tra queste vi sono molti membri di minoranze e di popoli indigeni. Daria Egereva appartiene al popolo dei Selkup, una delle più piccole popolazioni indigene della Russia con circa 3.500 membri. Le popolazioni indigene della Siberia, dell’Artico e dell’Estremo Oriente sono tra i gruppi più poveri e politicamente più emarginati del Paese, privi di meccanismi efficaci per la tutela dei propri diritti.
La recente denuncia della Russia, secondo cui gli Stati occidentali utilizzerebbero la questione delle popolazioni indigene come strumento di pressione, dimostra tuttavia che la pressione politica e pubblica proveniente dall’Occidente arriva a Mosca. Il rilascio di Egereva e Leongardt deve quindi rappresentare una priorità assoluta per l’Europa; i responsabili devono valutare tutte le possibilità per uno scambio di prigionieri.
Nel corso dello scambio di prigionieri avvenuto nell’agosto 2024 è stato liberato, tra gli altri, il famoso difensore dei diritti umani russo Oleg Orlov. L’APM/GfbV, insieme ad altre organizzazioni per i diritti umani, si era a lungo impegnata a favore di questo risultato.