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Speranze irrealistiche non devono costituire la base per decisioni in materia di asilo

La Siria continua a non essere un luogo sicuro per le minoranze

Bolzano, Göttingen, 28 settembre 2026

Un mazar yezida (mausoleo) a Basûfan, nella regione di Afrin. Anche qui, dopo il ritiro delle milizie filo-turche della cosiddetta SNA, molti abitanti sono tornati. Foto: Thomas Schmidinger

L’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) mette in guardia il governo federale e i governi regionali in Germania dalle conseguenze di espulsioni di massa verso la Siria. In particolare per gli appartenenti a minoranze etniche e religiose come drusi, alawiti, yazidi, ismailiti, cristiani e curdi, la Siria continua a non essere un luogo sicuro. Anche le persone che criticano i nuovi detentori del potere sono in pericolo, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica o religiosa.

La GfbV contesta con forza la valutazione del governo federale sulla situazione delle minoranze in Siria. Nella sua risposta a un’interrogazione parlamentare dell’AfD, il governo federale ha dichiarato: “Per quanto riguarda il paese di origine, la Siria, attualmente non si riscontra alcuna persecuzione di singoli gruppi”. Una minaccia per le minoranze religiose in Siria proviene soprattutto da gruppi terroristici come il cosiddetto Stato Islamico (IS). Inoltre, “il governo siriano […] ha ripetutamente assicurato di proteggere le minoranze religiose”.

Il governo federale non deve minimizzare la verità sui nuovi detentori del potere in Siria con un approccio basato su desideri irrealistici: gli islamisti sunniti, al potere in Siria dal dicembre 2024, non sono democratici. Sono nemici della libertà di espressione e di religione e non sono interessati alla piena parità di diritti tra tutte le etnie e le comunità religiose nello Stato multietnico della Siria. Le conclusioni che sia il governo federale che l’AfD traggono sulla base di questa errata valutazione sono tanto disastrose quanto disumane.

La retorica apparentemente moderata del regime di al-Scharaa nei media non va presa sul serio e non deve servire da base per il rigetto delle domande di asilo e per le espulsioni. Gli islamisti della milizia HTS hanno ripetutamente commesso crimini contro le minoranze e i democratici siriani durante la guerra civile siriana. Anche dopo aver preso il potere, hanno commesso crimini di massa contro alawiti, drusi e curdi musulmani che rifiutano l’Islam radicale. Questa realtà deve essere presa in considerazione in tutte le decisioni in materia di asilo e nella valutazione della situazione di sicurezza in Siria.

Persino i curdi che si sono integrati nell’esercito siriano e in altre forze di sicurezza verrebbero gradualmente assassinati o eliminati. Un esempio è il ventiseienne curdo Sîpan Hiznî (noto anche come Sami Sheikhmous Hasso). Era membro delle Forze Democratiche Siriane (SDF) guidate dai curdi ed è stato rapito e brutalmente assassinato il 10 settembre 2026 nella regione di Hasakeh, nel nord-est della Siria. Per anni aveva combattuto nelle file delle SDF contro lo Stato Islamico (IS) e altri islamisti radicali.

Chiediamo ai partiti democratici del Bundestag tedesco e alle altre istituzioni democratiche in Germania di perseguire una politica credibile che rafforzi i valori democratici sia a livello interno che nella politica estera. Gli interessi di potere, la ristrettezza ideologica e la mancanza di credibilità indeboliscono le istituzioni democratiche in Germania e rafforzano le organizzazioni radicali, sia qui che nel mondo arabo e islamico. Questa politica danneggia anche la reputazione della Germania nel suo complesso.