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Sudan: assedio di El Obeid – Si profila un massacro come quello di El Fasher

Bolzano, Göttingen, 25 giugno 2026

Alcune famiglie si recano presso una clinica mobile sostenuta dall’UNICEF nel villaggio di Fatasha, a Omdurman Ovest, in Sudan. Foto: UNICEF/Ahmed Mohamdeen Elfatih

L’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) mette in guardia da una drammatica escalation della violenza nella città sudanese di El Obeid, nel Kordofan settentrionale. Dall’inizio di giugno, le Rapid Support Forces RSF attaccano la città di El Obeid quasi quotidianamente con i droni. Hanno isolato la città. Si profila il rischio di un massacro simile a quello avvenuto a El Fasher, la capitale del Darfur settentrionale, nell’autunno del 2025.

Non basta che ci si dichiari preoccupati per la situazione a El Obeid: bisogna impedire agli Emirati Arabi Uniti di fornire al Sudan un numero sempre maggiore di droni letali!. Dall’inizio dell’anno, la guerra in Sudan si è trasformata sempre più in una guerra dei droni. Le RSF ricevono droni di fabbricazione cinese e serba tramite gli Emirati Arabi Uniti.

A El Obeid sono bloccate fino a 500.000 persone, tra cui si stima che ci siano 100.000 sfollati interni provenienti da altre zone del Paese colpite dalla guerra. Le RSF hanno circondato la città su tre lati e hanno concentrato i propri combattenti in località a sud, a ovest e a nord della città.

Dal 10 giugno le RSF hanno intensificato gli attacchi contro El Obeid. Almeno 24 civili sono stati uccisi, come documentano i dati forniti dall’attivista sudanese Sara Elhassan e dal Sudan Doctors Network. Le segnalazioni dell’organizzazione partner della GfbV, il Bana Group for Peace and Development, confermano questi fatti. El Obeid viene attaccata quasi quotidianamente con i droni. Il 22 giugno le RSF hanno attaccato il più grande campo profughi di El Obeid.

Gli attacchi delle RSF a El Obeid seguono lo stesso schema di quelli sferrati, ad esempio, contro la città di El Fasher nel Darfur settentrionale e la città di Dilling nel Kordofan meridionale, che sono state assediate per mesi e poi conquistate dalle RSF. In quelle località le RSF hanno perpetrato brutali massacri contro la popolazione civile, classificati come crimini di genocidio.

Se El Obeid dovesse cadere, milioni di persone rischierebbero di perdere gli aiuti vitali. El Obeid è il principale snodo di distribuzione degli aiuti in tutta l’area del Kordofan e il quartier generale operativo delle Forze Armate Sudanesi (SAF). Se le RSF conquistassero El Obeid, verrebbero interrotti i rifornimenti non solo per la popolazione del Kordofan settentrionale, ma anche per quella del Kordofan meridionale e occidentale. Già ora diverse strutture sanitarie hanno dovuto chiudere, tra cui un centro di dialisi e diverse stazioni di approvvigionamento idrico. La conquista di El Obeid garantirebbe inoltre alle RSF un controllo continuo su territori che si estendono dal Darfur al Kordofan fino al Nilo.