Welcome at the website of Associazione per i popoli minacciati. Your currently used browser is outdated, probably insecure, and may cause display errors on this website. Here you can download the most recent browsers: browsehappy.com

La GfbV fa appello all’UE: la Serbia non deve onorare pubblicamente un criminale di guerra condannato

Nessun onore di Stato per Ratko Mladić!

Bolzano, Göttingen, Sarajevo, 4 settembre 2026

Memoriale e cimitero di Srebrenica–Potočari dedicato alle vittime del genocidio del 1995. Foto: Andrija1234567, GFDL

L’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) esorta l’Unione Europea a chiedere in modo inequivocabile al governo serbo di rinunciare a conferire onorificenze statali e militari a Ratko Mladić. L’ex capo dell’esercito serbo-bosniaco, condannato all’ergastolo per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, dovrebbe essere sepolto a Belgrado il 7 settembre. La GfbV ha quindi rivolto un appello [www.gfbv.de/wp-content/uploads/2026/09/appell-beisetzungmladic040926-pdf.pdf] ai principali rappresentanti dell’UE, tra cui la commissaria europea per l’allargamento Marta Kos, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l’Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo António Costa.

Già il trasferimento delle spoglie di Mladić a Belgrado ha superato il confine tra un funerale privato e un omaggio di Stato, critica la GfbV. Il 3 settembre la sua bara è stata trasportata dai Paesi Bassi a Belgrado con un aereo del governo serbo. A bordo c’era anche il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujić. Dopo l’atterraggio, la bara, avvolta nella bandiera serba, è stata accolta con una cerimonia militare e successivamente trasportata all’Accademia medica militare.

«Il trasporto su un aereo di Stato, la partecipazione del ministro della Giustizia serbo e l’accoglienza militare della bara inviano un segnale disastroso alle vittime e ai sopravvissuti. Un criminale di guerra condannato per genocidio non deve essere riabilitato a posteriori con cerimonie di Stato ed elevato a modello nazionale», critica Belma Zulčić, direttrice della sezione della GfbV in Bosnia-Erzegovina. Il diritto della famiglia di Mladić a un funerale privato è fuori discussione. Un omaggio di Stato, tuttavia, non è un atto di lutto privato, bensì un riconoscimento politico e istituzionale.

Il ministro della Giustizia serbo aveva precedentemente annunciato che Mladić sarebbe stato sepolto con i massimi onori di Stato e militari. Non è stato ancora confermato ufficialmente se ciò avverrà effettivamente in tutta la sua portata il 7 settembre. La GfbV chiede pertanto una reazione chiara da parte dei governi e delle istituzioni europee prima del funerale.

Nel suo appello, l’organizzazione esorta inoltre l’UE a fare del riconoscimento delle sentenze internazionali definitive e della gestione del funerale di Mladić un criterio concreto nel processo di adesione della Serbia all’UE. La negazione, la relativizzazione e la glorificazione dei crimini di guerra più gravi sarebbero in contrasto con i valori fondamentali dell’Unione Europea.

Allo stesso tempo, l’Europa deve sostenere le organizzazioni per i diritti umani, le associazioni dei sopravvissuti, i giornalisti, gli studiosi e le iniziative della società civile nella regione. I rimpatriati e le minoranze devono essere protetti dalle intimidazioni nazionalistiche. La GfbV chiede inoltre un lavoro di memoria e di educazione basato sui fatti, affinché i giovani non crescano con una narrazione storica in cui i colpevoli condannati con sentenza definitiva diventino modelli di riferimento e le loro vittime scompaiano dalla memoria collettiva.