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Conferenza internazionale sul Sudan a Berlino: la più grave crisi umanitaria dei nostri tempi richiede un intervento risoluto

Bolzano, Göttingen, 13 aprile 2026

Una vista di Al-Fashir, presso cui si trova il campo profughi di Zamzam, Darfur settentrionale, Sudan. Foto: Sudan Envoy, CC BY 2.0

La Rete tedesca per il Sudan chiede misure concrete contro la fame, a tutela della popolazione civile e per rafforzare la diplomazia di pace

Il 15 aprile ricorre il terzo anniversario dello scoppio del conflitto armato in Sudan. In questa data si terrà a Berlino la terza conferenza internazionale sul Sudan, organizzata dal Governo federale tedesco in collaborazione con il Regno Unito, la Francia, gli Stati Uniti, l’Unione Europea e l’Unione Africana: nel quadro del programma di aiuti “Italy for Sudan” alla conferenza parteciperà anche l’Italia. L’evento riunisce tre elementi: un incontro dei Ministri degli Esteri, una conferenza umanitaria con impegni di finanziamento e un incontro di attori civili per negoziare una road map per la pace. In qualità di rete, molti dei cui membri attuano da anni programmi di aiuto nel Paese, chiediamo misure concrete per proteggere meglio la popolazione sudanese e avvicinarci alla fine della guerra, che colpisce soprattutto la popolazione civile.

Accogliamo con favore l’iniziativa del Governo federale tedesco di coinvolgere in modo centrale le organizzazioni della società civile nella Conferenza sul Sudan e di voler ottenere risultati concreti durante la conferenza. Allo stesso tempo è chiaro: alle dichiarazioni d’intenti devono seguire misure concrete. Lo richiede la catastrofica situazione umanitaria in Sudan: fino a 13,5 milioni di persone sono state sfollate, di cui circa 4,5 milioni cercano rifugio soprattutto nei paesi confinanti. Dodici milioni di persone, soprattutto donne e ragazze, sono minacciate da violenze di genere. Circa la metà della popolazione sudanese è colpita da malnutrizione acuta e denutrizione. Altre regioni sono sull’orlo della carestia.

Come rete chiediamo:

– La protezione della popolazione civile deve avere la massima priorità. Le persone in difficoltà hanno bisogno di un accesso libero e sicuro agli aiuti umanitari, indipendentemente da un cessate il fuoco. Gli attacchi delle parti in conflitto contro scuole, ospedali e operatori umanitari sono diretti contro la popolazione civile. La violenza sessuale contro donne e ragazze e la fame vengono utilizzate come strumenti di guerra. Si tratta di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. È necessario esercitare maggiore pressione sulle parti in conflitto affinché proteggano la popolazione civile e le strutture civili, in modo che i programmi di aiuto non siano più limitati e sia garantito l’accesso umanitario. La Atrocity Prevention Coalition per il Sudan, co-fondata dalla Germania, dovrebbe denunciare chiaramente le violazioni del diritto internazionale ed esigere che se ne assumano le responsabilità.

– Sostenere la partecipazione diretta e forte degli attori della società civile ai processi politici: la società civile sudanese ha creato, in Sudan e nella diaspora, strutture efficaci per gli aiuti umanitari e il dialogo politico. Solo attraverso il coinvolgimento determinante degli attori civili – in particolare dei gruppi di donne e di giovani – si può garantire che una soluzione politica alla guerra sia giusta, inclusiva e sostenibile. A tal fine è necessario un maggiore sostegno politico e finanziario.

– I fondi per gli aiuti umanitari devono essere aumentati: lo scorso anno il piano di aiuti umanitari, pari a 4,2 miliardi di dollari, è stato coperto solo al 39,5%; il piano di aiuti per il 2026 è stato finora finanziato solo al 16%. Accogliamo con favore l’impegno finanziario finora assunto dal governo federale tedesco. Tuttavia, considerando che quasi 34 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari, sono urgentemente necessari ulteriori impegni sostanziali per i fondi umanitari. I gruppi di soccorso sudanesi come le Emergency Response Rooms e le organizzazioni guidate da donne dovrebbero essere i principali destinatari dei nuovi fondi. Essi prestano aiuto in tutto il paese, correndo rischi enormi, anche laddove le organizzazioni internazionali possono essere presenti con difficoltà o non possono esserlo affatto.

– Gli interessi economici e politici esterni alimentano la guerra: esortiamo i partecipanti alla conferenza ad avviare un dialogo più intenso con le parti in conflitto e gli Stati che le sostengono, al fine di impedire attività economiche che finanziano e quindi prolungano la guerra. Le risoluzioni vigenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU devono essere attuate da tutti gli Stati membri dell’ONU.

La Rete tedesca per il Sudan è composta da oltre 30 organizzazioni umanitarie, per la pace e lo sviluppo, attori nel campo dei diritti umani e fondazioni politiche in Germania. L’obiettivo comune è quello di richiamare l’attenzione della politica e dei media sulla situazione e sulle sofferenze della popolazione sudanese, nonché di dare voce alle persone del Sudan.

I seguenti membri della rete sostengono questo comunicato stampa:
Aktion gegen den Hunger
Amnesty International Deutschland e.V.
Ärzte ohne Grenzen Deutschland e.V.
Brot für die Welt
CARE Deutschland e.V.
Deutsche Welthungerhilfe
Diakonie Katastrophenhilfe
Gesellschaft für bedrohte Völker / Associazione per i Popoli Minacciati
International Rescue Committee (IRC) Deutschland
Norwegian Refugee Council
ONE
Plan International Deutschland
Save the Children Deutschland e.V.
Tierärzte ohne Grenzen e. V.
World Vision Deutschland e.V.