Bolzano, Göttingen, 2 ottobre 2026
L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM/GfbV) condanna il recente attentato contro membri della minoranza alawita in Siria e chiede un’indagine internazionale sull’atto di violenza.
Mercoledì sera (30 settembre), sette membri della minoranza alawita sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nella Siria centrale, a nord-ovest della città di Homs. Altre quattro persone sono rimaste gravemente ferite. Erano operai e ingegneri della società Al-Matin, che stavano tornando a casa dal lavoro. Secondo il Syrian Network for Human Rights (SNHR) e il Syrian Observatory for Human Rights (SOHR), gli attentatori hanno individuato intenzionalmente gli alawiti sul minibus e li hanno uccisi a colpi d’arma da fuoco. La maggior parte delle vittime proveniva da villaggi alawiti, tra cui il villaggio di Fahel, che già in passato è stato luogo di massacri perpetrati da islamisti.
Nonostante le assicurazioni del regime islamista siriano di voler proteggere le minoranze, queste continuano a essere oggetto di attacchi mirati dopo la caduta del regime di Assad, avvenuta ormai quasi due anni fa. Le squadre della morte del regime uccidono intenzionalmente alawiti e membri di altre minoranze per liberare la Siria dalle minoranze e creare uno Stato puramente sunnita. Anche questo recente atto terroristico perpetrato da gruppi islamisti è direttamente collegato alla violenza in corso contro gli alawiti in Siria sin dalla caduta della dittatura di Assad.
Il tratto di strada in cui è avvenuto l’attentato è sorvegliato rigorosamente da membri del regime islamista di Damasco. Alla luce di questi fatti, l’affermazione del regime secondo cui dietro l’attentato ci sarebbero autori sconosciuti non appare credibile.
L’APM/GfbV, insieme a SOHR e SNHR, chiede una protezione immediata ed efficace degli alawiti e delle altre minoranze in Siria: Si chiede inoltre un’indagine internazionale indipendente sull’attacco.
Nella comunità alawita in Siria è grande lo sgomento dopo l’attentato. Shaykh Ghazal Ghazal, presidente del Consiglio Islamico Supremo degli Alawiti in Siria e all’estero, ha proclamato tre giorni di lutto nelle città e nei villaggi alawiti. In una dichiarazione ottenuta dell’APM, il leader alawita esorta tutti gli alawiti in Siria a restare uniti e ad aiutarsi in questo momento difficile. Egli accusa il regime di Damasco di organizzare questi attacchi mirati contro gli alawiti al fine di annientare la comunità alawita. Inoltre, esorta la comunità internazionale a non minimizzare il “regime terroristico” islamista di Damasco.
Sia gli alawiti in Siria che gli aleviti in Turchia sono comunità religiose che rifiutano l’islamismo e si battono per un ordine secolare e laico. Esistono alawiti e aleviti arabi, turchi e curdi. Si stima che nel mondo ci siano dai 20 ai 25 milioni di aleviti e alawiti. La maggior parte di loro vive in Turchia (tra i 15 e i 20 milioni). In Siria vivono circa da due a tre milioni di alawiti, pari al 12-15 per cento della popolazione. In Turchia vengono chiamati aleviti, in Siria alawiti.