Bolzano, 21 aprile 2026
All’apertura del 25. Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene a New York, oltre 100 organizzazioni per i diritti umani e gruppi indigeni hanno chiesto il rilascio immediato e senza condizioni di Daria Egereva e Natalia Leongardt. Daria Egereva e Natalia Leongardt sono accusate di “partecipazione ad attività di organizzazione terroristica” in base all’art. 205.5 Codice penale russo. Questa accusa potrebbe portare ad una condanna dai 10 ai 20 anni di prigione.
Le organizzazioni per i diritti umani e ambientaliste si sono rivolte alle autorità russe perché vengano rilasciate anche tutti gli altri attivisti indigeni e per diritti umani. Oltre 70 organizzazioni di popoli indigeni hanno firmato una lettera a Putin chiedendo al presidente russo di “rispettare i propri obblighi internazionali in materia di diritti umani, compresi quelli relativi alla libertà di espressione, di associazione e di partecipazione alla vita pubblica”. Nella lettera si afferma che la detenzione di Daria Egereva e Natalia Leongardt “rappresenta una minaccia più ampia per la tutela dei difensori dei diritti umani e per la capacità dei popoli indigeni di partecipare alla costruzione del nostro futuro comune”.
Daria Egereva appartiene al popolo dei Selcupi: è membro del Forum permanente dell’ONU sulle questioni indigene (UNPFII) e co-presidente del Forum internazionale dei popoli indigeni sul cambiamento climatico. Natalia Leongardt è un’attivista russa per i diritti umani, collega di Daria e specialista nel supporto e protezione dei diritti dei popoli indigeni siberiani con oltre 20 anni di esperienza su queste tematiche.
In questo ambito è stato pubblicato il report “The Crime of Being Indigenous” (https://drive.google.com/file/d/1VFoH7lhhCPSBJrGpThpwL3svBij2TrJD/): il rapporto analizza 15 casi di rappresaglie dal 2019 al 2026 e mette in luce la repressione metodica delle autorità russe contro i rappresentanti di tanti piccoli popoli indigeni siberiani.