Bolzano, Göttingen, 26 gennaio 2026
L’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) fa appello alle istituzioni politiche europee, soprattutto tedesche ed italiane, affinché i propri governi adottino una risoluzione a favore di un’iniziativa per la pace e la stabilità in Siria. È necessario un maggiore impegno contro gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco e dei suoi alleati – milizie islamiste sunnite di ogni tipo – contro i curdi e altre minoranze nel nord della Siria, che continuano senza sosta. L’APM/GfbV chiede quindi l’invio di una missione di mediazione.
L’accerchiamento di Kobanê e della provincia siriano-drusa di al-Suwaida da parte del regime di Damasco deve cessare immediatamente e la popolazione civile deve ricevere aiuti umanitari. Allo stesso modo, devono cessare immediatamente i continui rapimenti e stupri di donne alawite da parte degli islamisti nella Siria occidentale. I circa 400.000 abitanti curdi della città di Kobanê, nel nord della Siria, sono assediati da giorni. La situazione umanitaria sta peggiorando rapidamente. Secondo le informazioni dell’APM/GfbV, alcuni bambini sono già morti di freddo e di fame.
L’ingiustificata guerra del regime di Damasco contro curdi, drusi e alawiti rende sempre più difficile la convivenza in Siria. Questa guerra brutale contribuisce all’ulteriore disgregazione dello Stato. Di conseguenza, milioni di persone sono costrette nuovamente a fuggire. Anche l’esistenza di altre minoranze religiose, come i pochi cristiani, yazidi, ismailiti e mandei rimasti in Siria e in Iraq, continua ad essere minacciata. In tutta l’UE i politici devono finalmente avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e prendere l’iniziativa. Chiediamo una missione di mediazione per porre fine alla guerra in corso contro curdi, drusi e alawiti e risolvere pacificamente i conflitti esistenti in Siria.
Inoltre, soprattutto il governo tedesco, è invitato a esercitare pressioni sulla Turchia. Il leader turco Erdoğan è in gran parte responsabile della violenza e del terrore in Siria. Grazie ai cospicui finanziamenti del Qatar, è diventato un influente rappresentante dell’islamismo sunnita internazionale. È giunto il momento di fermarlo, prima che la violenza e il terrore si diffondano non solo in Siria e in Medio Oriente, ma in tutto il mondo.
La guerra in corso del regime di Damasco contro i curdi in Siria potrebbe anche portare a ulteriori conflitti tra curdi e turchi, avverte l’APM/GfbV. Ciò metterebbe a rischio soprattutto la convivenza pacifica in Germania e in tutta Europa. L’incomprensione della popolazione curda in tutte le parti del Kurdistan e nella diaspora nei confronti della politica occidentale, che sostiene il regime di Damasco e l’islamismo sunnita, sta crescendo sempre più. Allo stesso tempo, i media del regime siriano e di altri Stati arabi sunniti stanno intensificando la propaganda contro curdi, drusi o aleviti. Queste ostilità tra curdi, alawiti/aleviti e drusi da un lato e siriani che simpatizzano apertamente con il regime siriano e l’islamismo radicale dall’altro mettono a repentaglio la convivenza pacifica e non sono nell’interesse della democrazia, né in Germania né altrove. In questo contesto, l’APM/GfbV fa nuovamente appello ai curdi, ai drusi e agli alawiti/aleviti che protestano affinché continuino a manifestare esclusivamente in modo pacifico.