Welcome at the website of Associazione per i popoli minacciati. Your currently used browser is outdated, probably insecure, and may cause display errors on this website. Here you can download the most recent browsers: browsehappy.com

Afghanistan, cinque anni di talebani: la GfbV chiede aiuti umanitari anziché espulsioni

Bolzano, Göttingen, 13 agosto 2026

Hazara nella provincia di Daykundi, Afghanistan: foto scattata nel settembre 2011. Foto: USACE, Karla K. Marshall, Creative Commons

In occasione del quinto anniversario della nuova presa di potere da parte degli islamisti sunniti radicali dei talebani in Afghanistan, avvenuta il 15 agosto, l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) chiede la sospensione delle espulsioni verso l’Afghanistan, in particolare per i membri delle minoranze e le donne. Da quando hanno preso il potere, i talebani commettono gravi violazioni dei diritti umani. I diritti fondamentali delle donne vengono sempre più limitati. Anche le minoranze come gli hazara e i tagiki sono perseguitate.

In particolare, gli hazara sciiti sono discriminati e presi di mira in modo mirato dai talebani. I talebani sunniti considerano gli hazara degli apostati. Anche altri gruppi etnici, come i tagiki, non sono considerati alla pari. I diritti delle donne sono stati e continuano ad essere sistematicamente vanificati dai talebani: spesso alle donne non è permesso lavorare e quindi guadagnare denaro per conto proprio. Le ragazze non possono più frequentare la scuola a partire dalla sesta classe. Anche l’accesso ai parchi pubblici è limitato per le ragazze e le donne.

Per le persone fuggite all’estero dopo la presa del potere da parte dei talebani, il ritorno non è sicuro. Nonostante un’amnistia generale, sussiste il rischio che vengano arrestate o uccise. In questo contesto, l’APM/GfbV mette in guardia con forza contro le espulsioni verso l’Afghanistan e chiede la sospensione delle espulsioni. In particolare per i membri delle etnie hazara e tagiki, per le donne e per gli oppositori del regime, un ritorno significherebbe un pericolo di vita. È uno scandalo che alcuni governi europei continuino ad ampliare la collaborazione con i talebani solo per poter espellere più persone. In questo modo si accetta di legittimare un regime terroristico e di espellere persone verso condizioni disumane.

L’organizzazione per i diritti umani esorta inoltre i governi di Germania, Austria e Italia nello specifico, a mantenere gli aiuti umanitari alla popolazione afghana. La popolazione afghana soffre a causa delle massicce sanzioni occidentali. Come in ogni sistema di sanzioni, a soffrire è soprattutto la popolazione civile. La revoca delle sanzioni dovrebbe essere subordinata a concessioni da parte dei talebani in materia di diritti delle donne, delle minoranze e dei diritti umani.

Da quando i talebani hanno preso il potere nell’agosto 2021, l’Afghanistan è governato come Emirato islamico. Si stima che vi vivano circa 45 milioni di persone. I pashtun costituiscono il gruppo etnico più numeroso, seguiti da tagiki, hazara e uzbeki. Le due lingue ufficiali del Paese sono il dari (una variante del persiano) e il pashtu. Nelle regioni in cui la maggioranza della popolazione parla uzbeko o turkmeno, anche queste lingue sono considerate lingue ufficiali. Tuttavia, il tagiko e il dari vengono sempre più soppiantati dal pashtu. Spesso la padronanza del pashtu è un requisito indispensabile per ottenere incarichi pubblici.