Welcome at the website of Associazione per i popoli minacciati. Your currently used browser is outdated, probably insecure, and may cause display errors on this website. Here you can download the most recent browsers: browsehappy.com

News

Tutti
  • Tutti
  • 2026
  • 2025
  • 2024
  • 2023
  • 2022
  • 2021
  • 2020
  • 2019

13.3.2026 | Diritti umani, Popoli indigeni, Russia, Russland

Persecuzione politica dei difensori dei diritti umani indigeni in Russia. Il tribunale proroga la custodia cautelare per Daria Egereva – Attivisti per i diritti umani chiedono il suo rilascio

6.3.2026 | Darfur occidentale, Sudan

Giornata internazionale della donna (8 marzo): non dimentichiamo le donne e le ragazze in Sudan! Sanzioni contro gli Emirati Arabi Uniti!

4.3.2026 | Alawiti, Minoranze, Siria, Syrien

A un anno dai massacri degli alawiti in Siria (7 marzo): situazione umanitaria allarmante – Gli attacchi alle minoranze devono cessare

3.3.2026 | Bosnia ed Erzegovina, Serbia

Evento di AfD sulla Bosnia. Appello alla presidente del Bundestag Klöckner: “Nessun palcoscenico per narrazioni separatiste e revisioniste!”

2.3.2026 | Iran, Israele, Kurdistan, Minoranze, USA

Attacco all’Iran: Merz deve impegnarsi per la democrazia e i diritti umani durante il suo viaggio negli Stati Uniti

24.2.2026 | Marocco, ONU, Sahara Occidentale, Saharawi

Giornata della Repubblica del Sahara Occidentale (27 febbraio): impegno a favore del diritto illimitato all’autodeterminazione del popolo saharawi

23.2.2026 | Crimea, Rom, Russia, Tatari di Crimea, Ucraina

Quattro anni di guerra contro l’Ucraina (24 febbraio): l’APM/GfbV chiede sostegno per le minoranze ucraine

17.2.2026 | Kurdistan, Minoranze, Siria

Appello alla tolleranza e alla pace in occasione del Ramadan: l’APM/GfbV invita alla solidarietà con le minoranze siriane

Carica di più

Canada, richieste di risarcimento per i bambini indigeni costretti nei collegi - "La Chiesa cattolica ha pesanti colpe"

Papa Francesco in Canada (24-30 luglio)

Bolzano, Göttingen, 21 luglio 2022

Proteste degli Elsipogtog-Mi'kmaq First Nation a New Brunswick in Canada.

Papa Francesco deve garantire che le famiglie indigene in Canada siano risarcite per le sofferenze inflitte ai loro figli nei collegi. È quanto chiede l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) al Pontefice, che domenica inizierà un “viaggio di penitenza” di sei giorni in Canada. Le scuse personali ai sopravvissuti delle cosiddette scuole residenziali sono benvenute, ma non sono affatto sufficienti a compensare la grave colpa della Chiesa cattolica per la morte e la traumatizzazione di tanti bambini indigeni. È necessario anche un risarcimento finanziario concreto, come già avviene per le vittime di abusi da parte della Chiesa cattolica in Europa.

Tra la metà del XIX secolo e il 1996, in Canada più di 150.000 bambini sono stati strappati alle loro famiglie e mandati in collegi. Più di 3.200 alunni non sono sopravvissuti agli abusi e alle violenze sessuali. Il 70% delle 130 scuole era gestito dalla Chiesa cattolica.

Quello che è successo allora è orribile: i bambini piccoli sono stati sistematicamente separati dai loro genitori, sono cresciuti in case senza amore, sono stati picchiati, abusati e torturati psicologicamente con la motivazione che dovevano essere assimilati. I bambini che non sopravvivevano a questa situazione venivano di solito sepolti in tombe senza nome, senza che i loro genitori ne fossero informati. La Chiesa cattolica deve essere accusata per aver giocato un ruolo di primo piano in tutto questo e di aver sostenuto il sistema statale di oppressione delle First Nations, dei Metis e degli Inuit. Ora ci deve essere un risarcimento anche da parte della Chiesa.

Le popolazioni indigene soffrono ancora oggi per il trauma inflitto loro nelle scuole residenziali. Non c’è ancora un accesso libero ai documenti della chiesa su queste scuole residenziali per i sopravvissuti, i genitori e i parenti. È quasi impossibile per loro saperne di più sulla sorte dei loro figli morti o anche sui nomi dei responsabili. E infine i responsabili ancora in vita di questi crimini devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni!