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Evento di AfD sulla Bosnia. Appello alla presidente del Bundestag Klöckner: “Nessun palcoscenico per narrazioni separatiste e revisioniste!”

Bolzano, Göttingen, Sarajevo, 3 marzo 2026

Un cartello della Republika Srpska nei pressi di Sarajevo. Foto: GfbV

L’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) esprime preoccupazione per la tavola rotonda dell’AfD prevista per il 4 marzo 2026 al Bundestag tedesco sul tema “Stato di diritto, ordine istituzionale e prospettive europee in Bosnia-Erzegovina”. In un appello alla presidente del Bundestag Julia Klöckner, l’organizzazione per i diritti umani avverte che l’evento non deve servire da palcoscenico per narrazioni separatiste e revisioniste.

L’APM/GfbV sottolinea che il Bundestag tedesco, in quanto attore istituzionale della politica estera tedesca, ha una responsabilità particolare. L’APM/GfbV vede con particolare criticità la partecipazione di Goran Selak, ministro della Giustizia della Republika Srpska. Selak è noto per la sua retorica separatista ed è strettamente legato a Milorad Dodik, ex presidente della Republika Srpska, e ad Aleksandar Vulin, ex vice primo ministro della Serbia. Entrambi intrattengono stretti rapporti con la Russia e sostengono posizioni antieuropee e autoritarie. L’APM/GfbV teme che l’evento diffonda narrazioni che mettono in discussione gli standard democratici e il diritto internazionale, relativizzano le sentenze dei tribunali riconosciuti a livello internazionale o legittimano modelli di influenza autoritari.

“Se tali argomentazioni geopolitiche vengono riprodotte o normalizzate nelle sedi parlamentari della Repubblica Federale di Germania, ciò invia un segnale che va ben oltre il dibattito politico interno, con conseguenze dirette sulla stabilità della politica di sicurezza dei Balcani occidentali e sulla credibilità della politica estera europea”, avverte la GfbV nella sua lettera.

“In qualità di Stato firmatario dell’accordo di pace di Dayton e di attore centrale nell’UE, la Germania ha una responsabilità particolare per la stabilità e lo Stato di diritto nell’Europa sud-orientale”, sottolinea Belma Zulčić, direttrice della sezione della GfbV in Bosnia-Erzegovina. Questa responsabilità deve riflettersi anche nella cultura del dibattito parlamentare.

La GfbV chiede al Bundestag di prendere chiaramente le distanze dalle posizioni revisioniste e separatiste e di sostenere in modo inequivocabile l’integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina. A tre decenni dalla guerra, la Bosnia-Erzegovina rimane uno Stato fragile. Le aspirazioni separatiste, i blocchi istituzionali e la continua strumentalizzazione politica dell’appartenenza etnica mettono a repentaglio la stabilità e la sicurezza.