Bolzano, Göttingen, 25 settembre 2026
In occasione della Giornata mondiale del turismo del 27 settembre, l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV), insieme alla Maasai International Solidarity Alliance (MISA), richiama l’attenzione sulle conseguenze del turismo sui diritti umani nella Tanzania settentrionale.
A causa del crescente turismo, i Masai vengono sempre più allontanati dalla loro terra: i pascoli si riducono e l’accesso alle risorse vitali viene limitato. Secondo la MISA, la caccia ai trofei rappresenta in particolare un modello turistico che contribuisce all’espropriazione delle terre e viola i diritti umani.
La caccia agli animali selvatici è considerata il principale fattore che alimenta l’espropriazione delle terre e solleva gravi questioni etiche ed ecologiche. Ma anche il turismo safari non deve portare i Masai a perdere la loro terra e, con essa, i mezzi di sussistenza. Chi intende sviluppare attività turistiche sui territori delle popolazioni indigene deve rispettare i loro diritti e coinvolgerle nel processo decisionale.
Nel 2026, con il sostegno della GfbV, la MISA ha documentato l’impatto del turismo sui Masai e ha esaminato modelli alternativi. Nel corso di questa iniziativa sono state intervistate più di 500 persone in quattro distretti Masai, tra cui leader tradizionali, donne e giovani. La popolazione locale ha raccontato come vive il turismo sul proprio territorio e quale futuro desidera. Le interviste hanno dimostrato che il turismo sta esercitando una pressione sempre maggiore sul territorio dei Masai.
Le comunità dovrebbero poter decidere autonomamente se, dove e a quali condizioni praticare il turismo nei propri territori, spiega MISA.
Sulla base dei colloqui, MISA sta elaborando una visione dei Masai per un turismo sostenibile nel loro territorio, con le seguenti richieste fondamentali:
1. No all’accaparramento di terre: il turismo deve rispettare e proteggere lo stile di vita pastorale.
2. Divieto totale della caccia ai trofei, nonché divieti di importazione a livello nazionale e internazionale.
3. Nessun progetto turistico senza il consenso libero, preventivo e informato (FPIC): le comunità devono poter decidere autonomamente in merito al turismo sul proprio territorio.
4. Un nuovo modello turistico: gestito dalle comunità, di proprietà delle comunità e con equa ripartizione dei proventi.
La GfbV sostiene queste richieste. La “Maasai Tourism Vision” sarà pubblicata nei prossimi mesi e si ricollega alla “Conservation Vision” già pubblicata.
La Maasai International Solidarity Alliance (MISA) è una rete internazionale composta da rappresentanti dei Masai, organizzazioni ecclesiastiche, per i diritti umani e della società civile. La MISA si impegna a favore dei diritti fondiari, dell’autodeterminazione e dei mezzi di sussistenza dei Masai nel nord della Tanzania. L’Associazione per i Popoli Minacciati (GfbV) è membro della rete MISA e, insieme alle altre organizzazioni affiliate, sostiene le rivendicazioni dei Masai a livello nazionale e internazionale.